Rigenerazione glaciale in Siberia: l’ecosistema del futuro funziona

by Chi Dang

Nel cuore della tundra russa, il Pleistocene Park della famiglia Zimov ripristina antichi pascoli per salvare il permafrost e rallentare il clima In primo piano alcuni cavalli yakuti dal mantello chiaro brucano l’erba del Pleistocene Park, mentre sullo sfondo si scorgono i buoi muschiati: la coesistenza di specie diverse ricrea il mosaico di pascoli e arbusti che caratterizzava la steppa dei mammut nel Pleistocene(Foto: https://pleistocenepark.ru/) Nella vasta regione della Repubblica di Sacha (o Jacuzia), nel profondo nord-est della Russia, si estende il permafrost, un suolo gelato da migliaia di anni che intrappola enormi quantità di carbonio organico. Con l’aumento delle temperature globali, questo fragile equilibrio si sta rompendo. Il terreno, scongelandosi, rilascia nell’atmosfera anidride carbonica e metano, due gas serra potentissimi che accelerano ulteriormente il riscaldamento globale. Il geofisico russo Sergey Zimov, uno dei più noti esperti di permafrost, ha più volte avvertito che “circa la metà della Siberia meridionale è già in fase di fusione”. Secondo le stime più recenti, i suoli perennemente congelati della Russia coprono oltre 11 milioni di chilometri quadrati, ma il loro stato di conservazione si sta deteriorando a un ritmo senza precedenti. La perdita del permafrost non rappresenta solo un rischio ambientale, ma anche una minaccia diretta per infrastrutture, comunità e sistemi idrogeologici dell’intera regione artica. In questo scenario, l’innovazione non passa attraverso nuovi strumenti tecnologici, ma attraverso un’idea di ingegneria ecologica radicale: modificare la composizione stessa dell’ecosistema per influenzare il clima. Alcuni cammelli battriani attraversano la tundra del Kolyma: importati a scopo sperimentale, questi animali adattati ai climi aridi vengono osservati per valutare la loro capacità di sopravvivere in ambienti freddi e contribuire alla gestione dei pascoli (Foto: https://pleistocenepark.ru/) Un esemplare di yak si staglia sullo sfondo di arbusti del parco: robusto e resistente, fornisce un importante modello di adattamento fisiologico al gelo estremo, simile a quello dei bovini selvatici che popolavano l’Eurasia durante l’ultima glaciazione (Foto: https://pleistocenepark.ru/) Un gruppo di bisonti americani si muove compatto nella neve: introdotti in Jacuzia dal Canada, questi grandi erbivori riproducono l’effetto dei bisonti delle steppe pleistoceniche, compattando la neve e favorendo il raffreddamento del suolo congelato (Foto: https://pleistocenepark.ru/) Il progetto del parco: riportare in vita la “steppa dei mammut” Nato nel 1996 sulle rive del fiume Kolyma, vicino alla cittadina di Chersky, il Pleistocene Park è un esperimento di scala planetaria ideato da Sergey Zimov e dal figlio Nikita Zimov. La loro intuizione è tanto semplice quanto rivoluzionaria: ricreare un ecosistema di pascoli erbosi popolato da grandi erbivori, simile a quello che caratterizzava la Siberia durante l’ultima Era…

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