A Timor Est si prepara un laboratorio territoriale per l’ecoidrologia

by Gabriele Testi

Integrazione nella gestione dell’acqua, recupero degli ecosistemi, ricerca scientifica e conoscenze tradizionali in un sito dimostrativo dell’UNESCO Esperti, rappresentanti istituzionali e membri delle comunità effettuano un sopralluogo sul territorio individuato per ospitare il primo sito dimostrativo di ecoidrologia di Timor Est, valutandone caratteristiche ambientali, idrologiche e potenzialità di gestione sostenibile (Foto: UNESCO) La sicurezza idrica di Timor Est potrebbe diventare il terreno di una sperimentazione che unisce scienza, gestione territoriale e partecipazione comunitaria. Il Paese sta infatti valutando la creazione del suo primo sito dimostrativo di ecoidrologia UNESCO, concepito per applicare sul campo soluzioni capaci di migliorare la disponibilità d’acqua, ridurre il degrado dei bacini idrografici e aumentare la capacità di adattamento ai cambiamenti climatici. Il percorso è stato discusso durante un workshop di due giorni dedicato all’ecoidrologia e alle soluzioni basate sulla natura per la gestione idrica, tenutosi a Dili il 25 e 26 novembre 2025. L’incontro, organizzato da PERMATIL, Permaculture Timor-Leste, in collaborazione con UNESCO, ha riunito rappresentanti delle istituzioni pubbliche, università, organizzazioni non governative, comunità locali, leader territoriali e giovani. Il progetto non riguarda soltanto l’eventuale riconoscimento internazionale di un’area naturale. Un sito dimostrativo di questo tipo funziona come una infrastruttura sperimentale a scala territoriale: un luogo nel quale osservare i rapporti tra acqua, suolo, vegetazione e attività umane, verificare l’efficacia di specifici interventi e trasformare i risultati in strumenti utilizzabili dalle amministrazioni, dai ricercatori e dalle comunità. Per un piccolo Stato insulare esposto a siccità, inondazioni ed erosione, la possibilità di costruire un ambiente permanente di osservazione e prova assume un significato operativo. Secondo UNESCO, questi fenomeni, aggravati dai fattori climatici, minacciano contemporaneamente la disponibilità delle risorse idriche, la salute degli ambienti naturali e le fonti di reddito della popolazione. L’obiettivo è quindi passare da interventi isolati a una gestione integrata dei bacini, nella quale la rigenerazione ecologica diventi parte della politica dell’acqua. Eugenio “Ego” Lemos, direttore di PERMATIL, illustra il valore delle conoscenze indigene e delle soluzioni basate sulla natura per la gestione delle risorse idriche e il ripristino degli ecosistemi di Timor Est durante il workshop organizzato a Dili con l’UNESCO (Foto: UNESCO) Acqua e biodiversità trattate come un unico sistema L’ecoidrologia studia le interazioni tra i processi idrologici e quelli biologici a differenti scale, dal suolo e dalla vegetazione fino all’intero bacino idrografico. Il principio di fondo è che la quantità e la qualità dell’acqua non dipendono esclusivamente da tubazioni, dighe, pozzi o impianti di trattamento. Dipendono anche…

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