Matteo Foglietta: “Così la sostenibilità elimina le sostanze tossiche”

by Gabriele Testi

L’Innovation Director di Framis Italia spiega come adesivi, materiali e test rendano verificabile il cambiamento nella moda tecnica e sportiva Matteo Foglietta, Innovation Director di Framis Italia, durante il panel “Stories of Sustainability: Just Stories?” al “Lifestyle Innovation Day” 2026 di Lugano: al centro del confronto il passaggio dalla narrazione sostenibile alla verifica industriale dei processi (Foto: DigitalFlow.ch) Nel percorso professionale di Matteo Foglietta, oggi Innovation Director di Framis Italia, l’innovazione non coincide con l’introduzione di una novità di prodotto, ma con la capacità di far dialogare competenze diverse dentro un processo industriale verificabile. Ingegnere meccanico, con oltre vent’anni di esperienza fra progettazione, qualità, certificazioni ambientali, formazione tecnica, product management e sviluppo commerciale, Foglietta lavora in un ambito di frontiera per la moda tecnica: quello delle soluzioni termo-adesive, dei nastri, dei film, delle applicazioni e delle macchine che consentono di costruire capi più funzionali, puliti nel design e personalizzabili. Framis Italia opera in una parte della filiera che raramente diventa visibile nella narrazione al consumatore, ma che incide in modo diretto sulla prestazione reale di un capo. Dietro una cucitura protetta, un bordo rifinito, una decorazione applicata, una zona rinforzata o un elemento elastico che mantiene recupero e comfort, esiste un insieme di materiali, adesivi, tecnologie di applicazione e parametri produttivi. È qui che l’azienda di Vigano di Gaggiano, nell’area metropolitana di Milano, ha consolidato la propria specializzazione, sviluppando soluzioni per il fashion, lo sportswear e l’abbigliamento tecnico, con un’attenzione crescente alla sostenibilità dei processi e alla riduzione delle sostanze critiche. La prospettiva di Matteo parte da un punto molto concreto: nella moda, la sostenibilità diventa trasformazione industriale quando entra nei materiali, nelle formulazioni, nelle linee produttive e nei criteri di validazione. Non basta raccontare un prodotto come sostenibile; occorre dimostrare che una sostanza problematica è stata eliminata, che una tecnologia alternativa mantiene le prestazioni richieste, che il processo può essere controllato e che la soluzione funziona non solo in laboratorio, ma anche in produzione e nell’uso quotidiano del capo. In questo quadro si inserisce il lavoro di Framis Italia sulle tecnologie water-based e sulla riduzione del DMFa, un passaggio che mostra quanto la sostenibilità a monte sia complessa da governare. Sostituire una tecnologia consolidata non significa semplicemente cambiare una materia prima: implica ridefinire condizioni di processo, standard qualitativi, competenze degli operatori, prove di laboratorio e modalità di collaborazione con clienti, fornitori e partner tecnici. L’innovazione, in altre parole, diventa tale solo quando è misurabile, ripetibile e trasferibile lungo la supply chain. È da…

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