Maternità imperfetta: abbracciare i dubbi e le paure

Anna Bischi, Puericultrice

Maternità imperfetta: abbracciare i dubbi e le paure Hai il diritto di non sentirti all'altezza, hai il diritto di avere paura e di porti mille domande. Hai il diritto di avere dubbi, di non sapere cosa fare, come fare. Hai il diritto di piangere e di volere un luogo ed un tempo tutto per te. Hai il diritto di essere stanca e di volerti fermare, di chiedere aiuto e di non riuscire a fare tutto da sola. Hai il diritto di chiedere una pausa, di urlare, di sfogarti. Hai il diritto di stare in silenzio e di parlare quando vuoi. Hai il diritto di mostrarti stanca. Hai il diritto di far valere le tue emozioni. Spesso accade che una madre si senta in difetto, meno brava delle altre, meno madre delle altre, per il semplice fatto che non riesce a conciliare i suoi bisogni con ciò che le viene richiesto dalla società. Ma davvero dobbiamo essere infallibili e supereroine? Se è vero che la gravidanza è un viaggio introspettivo ed anche faticoso verso la scoperta del sé e dell'altro, ancor più vera sarà la difficoltà che una donna può incontrare nel periodo dell'esogestazione, in cui ogni cosa è cambiata e si è davanti ad uno stravolgimento. Se la società ci vuole perfette dobbiamo forse ricordarle ciò che è stato compiuto. La forza che viene applicata nell'evento del parto, nessun uomo può raggiungerla. Sola la donna, nel suo momento insieme a suo figlio. Ciò che accade è qualcosa di straordinario ed incredibile, un evento che porta con sé aspetti positivi, ma talvolta anche negativi. Come detto in precedenza, si preferisce porre questo evento sotto i riflettori del negativismo ed in un’ottica del terrore. Parlare del parto come un evento naturale e di benessere è giusto e veritiero, ma non possiamo escludere o rendere meno opportuno ricordare che non tutte le donne hanno avuto la possibilità di fare quest'esperienza. Ci sono madri che hanno subito violenza ostetrica, altre che hanno provato dolori lancinanti e non hanno tratto alcun beneficio dall'evento del parto, ma dobbiamo evitare di parlare di una sola faccia della medaglia. Le esperienze che si incontrano e che attraversiamo per permettere al bimbo o alla bimba di venire al mondo possono essere un ricordo negativo che va a contribuire alle difficoltà di gestione del nuovo nato, eppure questa non è la sola via di uscita dalla gravidanza. Non è vero che partorire è una brutalità. È importante ricordare che una donna può scegliere dove e come mettere al mondo il proprio figlio, può decidere lei stessa quale piano del parto effettuare e chiedere agli ospedali se sono disposti a rispettare il volere della donna. Ci sono centri privati, parti in casa, case maternità che possono rendere il parto più confortevole rispetto ad un ambiente ospedaliero, perché più accoglienti e tranquilli, con regole meno rigide e ferree che possono invece essere trovate in strutture ospedaliere, e se si preferisce comunque il parto in ospedale, può essere chiesto in anticipo il modus operandi. Il parto è un’esperienza che segna…

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