Il CERN ha spento il Large Hadron Collider per trasformarlo

by Gabriele Testi

Quattro anni di lavori convertiranno l’acceleratore nello HiLumi LHC, capace di produrre più collisioni e dati per studiare fenomeni rari Le nuove caverne tecniche realizzate accanto all’anello del collisore ospitano parte delle infrastrutture dello HiLumi LHC, fra impianti criogenici, alimentazione elettrica e sistemi di servizio destinati a sostenere fasci più intensi e un numero molto maggiore di collisioni scientifiche (Foto: CERN) Alle 6 del mattino del 27 giugno 2026, gli operatori del Large Hadron Collider hanno espulso gli ultimi fasci di particelle dall’anello sotterraneo. Sul quadro di controllo dell’acceleratore è comparso un saluto alle collisioni: un gesto simbolico che ha chiuso il terzo periodo operativo della macchina e aperto il più esteso intervento tecnico intrapreso al CERN dalla sua costruzione. Il collisore non viene dismesso. Entra nel Long Shutdown 3, abbreviato in LS3, una fermata programmata che durerà fino a quattro anni e coinvolgerà migliaia di fisici, ingegneri, tecnici e specialisti provenienti dal laboratorio europeo e dagli istituti partner. Lo scopo è trasformare l’attuale infrastruttura nello High-Luminosity Large Hadron Collider, o HiLumi LHC, aumentando nettamente la quantità di collisioni utilizzabili dagli esperimenti. La fermata separa due fasi della storia scientifica del CERN. Dal primo fascio, fatto circolare nel settembre 2008, il LHC ha attraversato tre cicli di attività e ha fornito agli esperimenti una quantità crescente di dati. Il risultato più noto arrivò il 4 luglio 2012, quando le collaborazioni ATLAS e CMS annunciarono la scoperta del bosone di Higgs, confermando sperimentalmente il meccanismo attraverso il quale le particelle elementari acquisiscono massa. Il programma svolto finora comprende anche la scoperta di oltre 85 adroni, nuove misure sulle proprietà delle particelle già conosciute, lo studio del plasma di quark e gluoni e la ricerca di processi capaci di spiegare perché nell’Universo osservabile la materia prevalga sull’antimateria. Molte indagini non hanno prodotto la scoperta di nuove particelle, ma hanno ristretto lo spazio entro il quale potrebbero manifestarsi fenomeni non descritti dal Modello Standard della fisica. Nel tunnel sotterraneo lungo 27 chilometri scorrono i magneti superconduttori del Large Hadron Collider, raffreddati a circa 1,9 kelvin per guidare i fasci di protoni quasi alla velocità della luce; il collisore resterà fermo per quattro anni mentre vengono installati nuovi sistemi e infrastrutture (Foto: CERN) Un tratto lungo ben 1,2 chilometri sarà rimosso e ricostruito La trasformazione richiederà di smontare e sostituire magneti, collegamenti e componenti distribuiti lungo circa 1,2 chilometri dei 27 chilometri dell’anello. L’intervento sarà concentrato soprattutto nei pressi dei punti di collisione occupati da ATLAS e CMS, dove nuovi apparati dovranno comprimere i fasci di protoni con maggiore precisione prima dell’incrocio. La modifica non consiste…

Epinexa Magazine