Adidas, adesso il raffreddamento passa dalla struttura del tessuto

by Andreas Arno Michael Voigt

Con CLIMACOOL+, il brand tedesco porta nel tennis un materiale 3D pensato per gestire calore, sudore e aderenza del capo durante il gioco Una termocamera FLIR riprende il corpo di un atleta durante i test sul movimento: l’immagine evidenzia la distribuzione del calore e le aree più sollecitate da sudore, umidità e intensità di gioco, dati utili allo sviluppo del tessuto CLIMACOOL+ per il tennis e alla sua mappatura sul corpo (Foto: adidas) Nel tennis contemporaneo l’abbigliamento tecnico non è più soltanto una questione di leggerezza, taglio o riconoscibilità visiva. Le condizioni ambientali, soprattutto nei tornei estivi, incidono sul comfort dell’atleta e sulla continuità del gesto. È in questo punto di contatto fra fisiologia, progettazione tessile e prestazione che adidas colloca CLIMACOOL+, il nuovo tessuto per il tennis presentato a Herzogenaurach, in Germania, il 17 giugno 2026, insieme alla London Collection per la stagione su erba. L’inedito materiale nasce per aiutare gli atleti a competere in condizioni calde e umide. Il dato industrialmente interessante non riguarda soltanto la promessa di traspirabilità, già presente da anni nel lessico dello sportswear, ma il modo in cui il capo viene costruito: la ventilazione non dipende esclusivamente dalla fibra o dalla porosità del tessuto, bensì da una struttura 3D body-mapped che modifica la relazione fisica fra pelle e indumento. La soluzione introduce rilievi embossati, cioè elementi tridimensionali in superficie, progettati per creare un piccolo spazio fra corpo e capo. In quell’intercapedine l’aria può circolare con maggiore continuità, favorendo l’evaporazione del sudore e riducendo il fenomeno del tessuto che si incolla alla pelle. Per un tennista, soprattutto durante scambi lunghi e cambi di direzione frequenti, il problema non è marginale: l’aderenza del capo può diventare una distrazione, limitare la percezione di libertà nei movimenti e alterare il comfort nelle fasi più intense della partita. La parte posteriore di una maglia adidas evidenzia la mappatura dei rilievi CLIMACOOL+ nella zona alta della schiena, indicata dall’azienda fra le aree più esposte ad accumulo di calore e sudore durante la prestazione tennistica e i movimenti ripetuti (Foto: adidas) Una costruzione 3D per separare pelle, aria e stoffa Il principio alla base di CLIMACOOL+ è diverso da quello di un normale capo piatto ad asciugatura rapida. Invece di affidarsi soltanto alla gestione dell’umidità attraverso la composizione del filato, adidas lavora sulla geometria del materiale. Le aree rialzate creano una distanza controllata fra superficie cutanea e capo, con l’obiettivo di limitare il contatto diretto nei punti più critici. È un approccio vicino alla ricerca e sviluppo applicata al prodotto, perché collega dati fisiologici, prove in ambiente controllato e design industriale. La mappatura non è uniforme. La fonte indica come zone prioritarie il petto, la parte alta dell’addome, le spalle e la parte superiore…

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