Il ricordo di Albert Einstein e l’arte di governare l’innovazione
by Gabriele Testi
Una nuova scuola dell’ETH Zurich ridefinisce il rapporto tra scienza e politica, trasformando un’eredità in un attuale modello di governance Un pubblico numeroso e attento ha seguito la cerimonia inaugurale della Albert Einstein School of Public Policy al Politecnico di Zurigo, segno del crescente interesse verso le nuove forme di dialogo tra ricerca scientifica e processi decisionali democratici(Foto: Balz Murer/ETH Zurich) In un tempo in cui l’innovazione non è più soltanto questione di laboratori, bensì di istituzioni, regole e fiducia pubblica, la Svizzera sceglie di farsi laboratorio di un esperimento unico: fondere ricerca scientifica e politiche pubbliche in un’unica infrastruttura cognitiva. Il 21 ottobre 2025, il Politecnico Federale di Zurigo ha inaugurato la Albert Einstein School of Public Policy (AESPP), un centro interdisciplinare dedicato a un obiettivo preciso: migliorare il dialogo tra scienza, tecnologia e processi decisionali. In un’epoca segnata dall’urgenza di gestire crisi globali, dal cambiamento climatico all’intelligenza artificiale, dalle guerre all’instabilità energetica, il modo in cui le società apprendono e reagiscono diventa cruciale. “Vogliamo sostenere politici e funzionari pubblici nel prendere decisioni basate sui fatti, informate dalle conoscenze più recenti”, ha dichiarato Tobias Schmidt, direttore della scuola e professore di politica energetica e tecnologica alla ETH. “Per riuscirci, serve un dialogo continuo e relazioni di fiducia tra scienziati e decisori”. La scelta di dedicare la scuola ad Albert Einstein, il più celebre tra gli ex studenti del Politecnico Federale di Zurigo, non è solo simbolica. Lo scienziato di Ulm incarnava l’idea che la scienza avesse una responsabilità morale verso la società, e che il sapere dovesse tradursi in azione senza cedere alla politicizzazione. Oggi, quella visione diventa architettura organizzativa: un centro che unisce educazione, ricerca e politica pubblica per costruire ciò che il ricercatore definisce “una grammatica condivisa tra conoscenza e decisione”. Durante il panel di apertura, accademici e decisori pubblici hanno discusso a Zurigo le sfide globali della governance dell’innovazione: dall’intelligenza artificiale alla transizione energetica, la scienza come infrastruttura per politiche basate su fiducia e prove(Foto: Balz Murer/ETH Zurich) Scienza e politica: una relazione da reinventare Alla base della nuova scuola vi è la convinzione che la complessità del mondo contemporaneo imponga una nuova forma di interdisciplinarità. Gli approcci tradizionali, in cui la ricerca genera dati e la politica li interpreta, non bastano più. L’obiettivo dell’AESPP è creare un’interfaccia stabile tra mondi che parlano linguaggi diversi, ma che devono cooperare per affrontare problemi sistemici. “Interdisciplinarità non significa mettere cinque professori e cinque dottorandi intorno a un tavolo”, ha spiegato il professor Schmidt, ricordando come il precedente Institute of…