Poesia di una gravidanza: tra madre e figlia

Anna Bischi, Puericultrice

Poesia di una gravidanza: tra madre e figlia Crederai di essere da sola ma invece guarda, siamo in due. Tu non mi vedi adesso, perché sono dentro di te e, puoi immaginare il viaggio che ho intrapreso per essere qui, quanto ho sudato per approdare in questa terra. Ho messo radici, fondate bene al tuo terreno fertile. Madre, quanto si sta bene qua! Abbiamo iniziato la nostra vita – io sono nata in te e sei nata tu, in me. Ci pensi? Nessuno si ama come noi due, nessuno si sente unito come noi due. Io lo so che non mi aspettavi, sei agitata e non mi volevi ma hai fatto la scelta giusta! Perché non avrei chiamato nessun’altra con il tuo nome – ti ho scelta per me, tutta per me. Tu non mi volevi. Hai urlato contro mio padre, gli hai detto che non poteva decidere lui cosa farne di me. E io nel silenzio ho detto che neanche tu potevi farlo, ne avevi il potere sì, ma non il diritto. E poi forse mi hai sentito, perché hai cambiato idea e mi hai tenuta. Sì, sono una femmina proprio come te. Hai iniziato a mangiare cose che mi hanno aiutato tanto a crescere forte e hai diminuito anche l’alcool, l’ho sentito. Conosco il suo sapore, prima lo bevevi per evitare che io venissi a te e poi l’hai evitato per evitare che io non riuscissi a vivere. Oh, sei bellissima posso dirlo? E non lo dico come gli uomini che frequentano le tue amiche – vi sento che parlate – io te lo dico in un senso più profondo, anche perché fuori da qui non ti conosco, non so come ti mostri né come sei fatta. Io posso forse essere l’unica a sapere come sei davvero, perché ho messo radici in te e respiro attraverso di te, io vivo da te. Il tuo cuore è il mio e sento ciò che provi. Conosco ciò che sei e vorrei dirtelo adesso, perché so che un giorno, quando potrò parlare, me ne sarò dimenticata. Tu provi a fare del tuo meglio e ci riesci sempre; anche quando pensi di essere pessima sappi che l’unica cosa che ti rimprovero è che nascondi i tuoi affanni, i tuoi dubbi e le tue insicurezze. Le uniche cose che eviti sono le lacrime. Davanti agli altri sento come ti brucia la gola, non ci crederai ma qualcosa brucia anche a me! E so che quando sei da sola esplodi in un grande pianto, ma perché? È sbagliato versare lacrime di fronte ad altre persone? Ci sono sentimenti, tipo quelli che stai provando adesso, che sono un male e non dobbiamo farli vedere? Scusa se ti chiedo tutto questo ma voglio essere preparata quando arriverò, prendo appunti quaggiù. Anche non volendo lo faccio, le mie cellule registrano tutto – sono progettate così! Ho parlato con Dio del lavoro che andrò a svolgere quando sarò grande e ha lasciato scegliere a me, dici che anche tu mi farai scegliere? Ti sento parlare con papà di come farmi nascere, dove, con chi. Vi sento progettare cose sulla mia vita e vi scambiate speranze di chi sarò da adulta. È incoraggiante sapere che volete tutto questo bene per me, ma dovrò ricordarvi, forse più volte, che io sono io, non sono voi. Proiettate i vostri sogni su di me, però io avrò i miei di…

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