Nanoparticelle d’oro negli abeti rossi: i batteri indicano la via

by Alessandra Caraffa

I segreti della biomineralizzazione vegetale: scoperto un legame tra i depositi d’oro negli aghi degli abeti rossi e alcuni batteri Trovare giacimenti d’oro seguendo le tracce della biomineralizzazione vegetale: la nuova scoperta che lega oro e batteri negli aghi di abete (Foto: Majsan02 / CC BY-SA 4.0) Le piante usano i minerali per proteggersi dagli attacchi degli erbivori, per rilasciare i pollini e per ripulirsi dai metalli pesanti. Negli organismi vegetali si trovano soprattutto ossalato e carbonato di calcio, ma le piante cresciute su substrati particolarmente ricchi di metalli, per esempio quelle molto vicine a un giacimento, possono contenere anche nanoparticelle d’oro o d’argento. Perciò ricercatori e aziende estrattive hanno da qualche tempo iniziato a seguire le tracce della biochimica per indagare le caratteristiche del terreno e scoprire nuove riserve di metalli preziosi. La nuova scoperta del Servizio Geologico Finlandese e dell’Università di Oulu potrebbe cambiare radicalmente il modo in cui si esplorano i terreni in cerca di materie prime preziose: per la prima volta, infatti, gli scienziati hanno individuato una connessione tra i batteri che vivono negli aghi di abete rosso e le nanoparticelle d’oro accumulate tramite biomineralizzazione. I segreti della biomineralizzazione nelle piante Ossa, denti e gusci di conchiglie sono il frutto della biomineralizzazione, il processo che permette agli organismi viventi di produrre minerali fondamentali per la composizione delle proprie strutture biologiche. Questo fenomeno, diffuso in tutti gli organismi della Terra, permette di formare oltre 60 minerali diversi: negli invertebrati si tratta soprattutto di carbonati, nei vertebrati di fosfato e carbonati di calcio. Le piante producono principalmente cristalli di ossalato di calcio, carbonato di calcio e silice, che usano per proteggersi dagli erbivori, per depurarsi dai metalli pesanti, per rilasciare i pollini e per raccogliere e disperdere la luce solare. La biomineralizzazione nelle piante, però, resta ancora in parte un mistero. Come si legge in una recente review sulla materia, diversi studi hanno indicato nella biomineralizzazione l’origine stessa della vita: i minerali potrebbero essere stati i catalizzatori che hanno permesso ai monomeri di aggregarsi in polimeri di molecole organiche come l’RNA. Il meccanismo con cui le superfici di cristalli hanno dato origine alla vita non è ancora stato dimostrato. Resta che la sintesi di cristalli biogenici è probabilmente il più antico processo chimico legato all’origine, all’evoluzione e alla conservazione della vita sulla Terra. E visto che la vita per come la conosciamo non esisterebbe senza le piante, è il caso di iniziare a comprendere meglio il ruolo di questi cristalli nel mondo vegetale. Cercare l’oro negli aghi degli abeti rossi L’esistenza di oligoelementi biomineralizzati nelle piante è cosa nota, e da qualche tempo ricercatori e aziende estrattive hanno iniziato a sfruttare questa…

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