Overshoot Day. Perché una stima imperfetta è così importante
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Blog green focus Overshoot Day.... Overshoot Day. Perché una stima imperfetta è così importante lug 22, 2026 | scritto da: Tommaso Ciuffoletti Condividi Ogni anno succede la stessa cosa. Arriva l'Earth Overshoot Day - quest'anno sarà il 30 di luglio - e, puntualmente, si riapre il dibattito. C'è chi lo condivide come fosse una sentenza definitiva sul destino del pianeta e chi, al contrario, lo liquida come una costruzione arbitraria: una data simbolica, basata su modelli, stime e inevitabili approssimazioni. In un certo senso, hanno ragione entrambi. L'Overshoot Day è una stima. Non esiste un contatore nascosto nel cuore della Terra che, allo scoccare della mezzanotte del 30 luglio, segnala che abbiamo esaurito le risorse disponibili per l'anno. Quella data nasce da dati, modelli, convenzioni statistiche. Cambia leggermente negli anni, si aggiorna quando migliorano le informazioni disponibili e, come ogni indicatore complesso, porta con sé margini di incertezza. La domanda interessante, però, è un'altra. Se una misura non è perfetta, smette davvero di essere utile? Negli ultimi anni abbiamo dedicato diversi articoli all'Overshoot Day. Abbiamo raccontato cosa rappresenta, come viene calcolato e perché non dovrebbe essere interpretato come una profezia, ma come uno strumento per riflettere sul rapporto tra la nostra domanda di risorse e la capacità della Terra di rigenerarle. Allo stesso modo, parlando di biodiversità, ci siamo chiesti cosa significhi davvero misurare la vita. Possiamo contare le specie, stimare gli ecosistemi, costruire indicatori sempre più sofisticati. Ma la natura rimane infinitamente più complessa delle metriche con cui proviamo a descriverla. Questa tensione tra complessità e semplificazione non è un difetto della sostenibilità. È una caratteristica di ogni tentativo umano di comprendere il mondo. Pensiamo al Prodotto interno lordo. Nessun economista sostiene che il PIL racconti tutto ciò che rende prospera una società. Non misura la felicità, la qualità delle relazioni, la salute degli ecosistemi, il tempo libero o la distribuzione della ricchezza. Eppure continuiamo a utilizzarlo perché descrive una parte importante della realtà e, soprattutto, permette confronti nel tempo e tra Paesi diversi. Lo stesso vale per l'inflazione. Ognuno di noi potrebbe dire che il proprio costo della vita cresce in modo diverso rispetto a quello raccontato dalle statistiche ufficiali. È vero. L'indice dei prezzi è costruito su un paniere che non coincide perfettamente con le abitudini di nessuno. Eppure resta uno strumento indispensabile per capire come evolve un'economia e per prendere decisioni pubbliche e private. Perfino il Body Mass Index, il celebre BMI, è stato criticato per i suoi limiti. Non distingue tra massa muscolare e massa grassa, può risultare poco rappresentativo per alcune categorie di persone e non pretende di descrivere lo stato di salute di ogni individuo. Tuttavia continua a essere uno degli strumenti più utilizzati nella…