I Bonobo a Salonga? Quattro anni per avere la loro fiducia

by Redazione Innovando.News

Nel parco congolese la ricerca sui grandi primati diventa un banco di prova per dati, comunità locali, biosicurezza ed ecoturismo controllato Due bonobo osservano dall’alto della vegetazione nel Parco Nazionale di Salonga, una delle aree centrali per la conservazione della specie, endemica della Repubblica Democratica del Congo: la tutela dipende da foreste integre, protocolli sanitari, sorveglianza e coinvolgimento delle comunità locali (Foto: Alice Péretié/Chengeta Wildlife) Nel Parco Nazionale di Salonga, nella Repubblica Democratica del Congo, la conservazione dei bonobo procede con una misura insolita per molti progetti ambientali: il tempo lungo. Ricercatori e tracker stanno lavorando da anni per abituare alla presenza umana un gruppo di circa 60 bonobo, con l’obiettivo di rendere possibile prima l’osservazione scientifica ravvicinata e, in una fase successiva, forme di turismo naturalistico attentamente regolato. Il caso è rilevante perché mostra una frontiera poco visibile della gestione ambientale: non solo proteggere un’area, ma costruire procedure ripetibili, competenze locali, raccolta dati e fiducia sociale attorno a una specie vulnerabile. L’abituazione non è addestramento e non prevede interazione diretta. È un protocollo di presenza controllata, nel quale gli stessi osservatori si presentano ogni giorno, con comportamenti prevedibili, senza alimentare gli animali né forzarne la risposta. La complessità è evidente già nella routine. I tracker possono lasciare il campo attorno alle 3 del mattino per raggiungere il sito dei nidi della notte precedente prima che gli animali si muovano. Da quel momento seguono il gruppo nella foresta fino alla costruzione dei nuovi nidi serali. All’inizio, i bonobo fuggivano alla vista delle persone. Oggi i ricercatori riescono talvolta a restare con loro per due o tre ore, anche se la presenza di più visitatori può ancora risultare eccessiva. Il contesto territoriale spiega perché questo lavoro abbia un valore che supera la sola osservazione animale. La pagina ufficiale del Parco Nazionale di Salonga descrive l’area come il più grande parco boschivo africano, con 33.500 chilometri quadrati, una copertura forestale vicina al 95 per cento del paesaggio e una quota potenziale pari al 40 per cento della popolazione mondiale di bonobo. L’UNESCO definisce Salonga la più vasta riserva africana di foresta tropicale pluviale e ne sottolinea l’isolamento, con accesso prevalentemente per via d’acqua. La mappa colloca il Parco Nazionale di Salonga nella Repubblica Democratica del Congo e mostra sub-settori, fiumi, villaggi, città, strade e postazioni di pattuglia, con il dettaglio dei percorsi di ricerca tra 2002 e 2018: ricognizioni, conteggi dei nidi e punti di installazione delle fototrappole (Grafico: Bessone e altri/International Journal of Primatology/Springer Nature) La carta di occupazione visualizza la probabilità stimata di presenza dei bonobo nei nove sub-settori di Salonga, con valori più elevati…

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