Gli ultimi delfini costretti a seguire i pescherecci per sopravvivere
by Alessandra Caraffa
Il Mar Adriatico, impoverito dalla sovrapesca, non riesce più a sfamare i delfini, che seguono in massa i pescherecci da traino in cerca di cibo Un team di ricerca guidato da Dolphin Biology and Conservation ha scoperto che i delfini dell’Adriatico hanno iniziato a seguire in massa i pescherecci per cibarsi di quello che si trova all’interno delle reti o che viene rigettato in mare (Foto: Dolphin Biology and Conservation) Delfini che iniziano a seguire i pescherecci per mangiare i pesci intrappolati nelle reti, o approfittare della gran quantità di scarti che vengono gettati in mare. Potrebbe sembrare una brillante strategia di adattamento, ma non lo è. Piuttosto, il fatto che i tursiopi abbiano iniziato ad alimentarsi in massa al seguito delle imbarcazioni da pesca è il chiaro indicatore di una situazione drammatica. Il Mar Adriatico, impoverito da decenni di pesca industriale, non riesce più a sfamare gli ultimi cetacei rimasti a popolare le sue acque. Mar Adriatico, una delle regioni più impoverite e sovrasfruttate al mondo Secondo i dati FAO del 2024, il Mar Mediterraneo presenta uno dei più alti tassi di sfruttamento degli stock ittici al mondo: la sovrapesca riguarda il 63% delle popolazioni di pesci presenti in questa regione, e la pressione di pesca è il doppio del livello considerato “sostenibile”. Il Mar Adriatico, in questo contesto, è tradizionalmente una delle aree più pesantemente sovrasfruttate: l’intensità della pesca a strascico qui è tra le più alte al mondo, e le condizioni dei fondali marini sono tra le peggiori in assoluto. La pesca a strascico sul fondale, che può contare sul sostegno dei sussidi statali, non si limita a prelevare i pesci: le pesanti reti trascinate sui fondali distruggono gli habitat, spianano le alture sottomarine che danno riparo a decine di specie e liberano carbonio organico rilasciato dai sedimenti smossi. Il risultato è che nell’Adriatico, tra il 1948 e il 2005, per esempio, gli elasmobranchi sono diminuiti di oltre il 94%, e il delfino comune (Delphinus delphis), un tempo abbondante, è praticamente scomparso. L’unica specie di cetacei che resiste, nell’Adriatico centro-settentrionale, è quella del tursiope (Tursiops truncatus). Questi delfini, però, hanno adottato un comportamento molto preoccupante, che riflette il grave impoverimento delle acque mediterranee e che potrebbe avere effetti imprevisti sulle popolazioni di cetacei: è quanto emerge da un nuovo studio pubblicato sulla rivista Frontiers, che ha analizzato otto anni di dati di rilevamento (2018-2025) che coprono 17.755 chilometri di sforzo di navigazione al largo delle regioni italiane del Veneto e delle Marche. I delfini seguono i pescherecci: un chiaro indicatore del collasso ecologico Osservando 859 pescherecci da traino durante 148 giorni di pesca a strascico, il team di ricerca guidato da Dolphin Biology and Conservation ha scoperto che i delfini dell’Adriatico hanno iniziato a seguire in massa i pescherecci per cibarsi di quello che…